Perchè il gdpr è importante per la massaia di Voghera, per me e per te


Di solito si leggono dotti e meno dotti (come i miei) articoli sul GDPR tutti orientati al mondo del business, aziende PA e quant’altro. sebbene importanti di solito questi articoli non enunciano lo scopo base del GDPR, a cosa il GDPR serve. Uno dei miei problemi quando si parla di GDPR è infatti la percezione che questa direttiva sia semplicemente l’enneimo balzello europeo senza senso e senza scopo su business, imprese ed organizzazioni.

La cosa non potrebbe essere piu distante dalla realtà. Il GDPR serve per proteggere i diritti fondamentali alla privacy dei cittadini europei, in altre parole è una direttiva che serve a proteggere tutti noi come singoli individui.

Il GDPR serve per proteggere i diritti fondamentali alla privacy dei cittadini europei, in altre parole è una direttiva che serve a proteggere tutti noi come singoli individui.

Al di la del linguaggio astruso eo complesso lo scopo e permettere ad un singolo di reclamare diritti inalienabili e dargli strumenti oggettivi di difesa di fronte ad un uso non corretto delle sue informazioni personali e private.

Per permettere questo il GDPR definisce un insieme di obblighi e sanzioni per chi questi dati li raccoglie e manipola, facendo un parallelo azzardato il codice della strada serve per proteggere la vita e la salute della gente dagli incidenti e per far questo detta regole agli automobilisti cosi come il GDPR serve a proteggere la nostra privacy e quindi da regole alle aziende.

Se occorre definire allora perchè dovremmo considerre il GDPR importante la risposta è perchè serve a proteggere la massaia di voghera, me, il signor rossi, il ceo della azienda da un uso dei nostri dati personali che potrebbe danneggiare la nostra libertà personale.

Non si tratta di teoria astratta, gente che ha visto i suoi dati personali esposti si è suicidata. Stiamo porlando di cose concrete a cui nel mondo attuale della informazione e condivisione diffusa occorre dare risposte.

Certo il GDPR solo non puo tutto, senza una educazione corretta all’uso dei propri dati e ai rischi della esposizione di questi non c’è direttiva che tenga, ma senza un framework legale coerente non c’è protezione ed e questo che offre il GDPR a tutti noi.

Non fare ogni sforzo di allineamento verso il GDPR è quindi non etico, immorale e alla fine autolesionista. Se non si parte da questo assunto non si capisce tutto il resto.

Non fare ogni sforzo di allineamento verso il GDPR è quindi non etico, immorale e alla fine autolesionista

Dare al GDPR una lettura semplicemente aziendalistica è sbagliato perchè non permette di capire perchè tutti i soggetti dovrebbero impegnarsi verso questo traguardo. E quando dico tutti intendo tutti, dal cliente, al dipendente, al dirigente, indipendentemente dal loro ruolo aziendale. E se qualcuno ti risponde che a lui non interessa, sappi che sta danneggiando le tue libertà personali impedendoti di proteggerti da possibili illeciti.

E se qualcuno ti risponde che a lui non interessa, sappi che sta danneggiando le tue libertà personali impedendoti di proteggerti da possibili illeciti.

Va da se che implementare il GDPR ha costi ma ha anche benefici in termini aziendali, c’è del lavoro da fare e siamo dannatamente in ritardo, e le ultime mosse della PA italiana in merito sono a metà tra il terrorizzante e lo sconfortante.

Lo so che parlare di etica e morale non piace a nessuno (da anni oramai etica e morale sono fuori dagli ambiti organizzativi, purtroppo) ma vorrei che fosse chiaro che se tu come singolo cittadino europeo non collabori ad una implementazione fattiva e reale del GDPR sei eticamente e moralmente responsabile di aver ostacolato un meccanismo che permette la difesa dei miei, tuoi e suoi diritti fondamentali. Alla fine se un giorno i tuoi dati saranno usati contro di te la colpa sarà anche tua.

Mi preoccupo del GDPR perchè voglio che mi figlia in futuro sia protetta e se chiede che siano rimossi dati che la potrebbero danneggiare lo possa fare liberamente, mi preoccupo del GDPR perchè voglio che mia moglie possa tranquillamente comprare qualcosa su amazon senza che i suoi dati finiscano venduti a qualcuno che magari li usa per attività illecite, mi preoccupo del GDPR perchè non voglio che chicchessia posti cose private mie che potrebbero fuori contesto danneggiarmi e magari impedirmi di trovare un lavoro e contribuire al mantenimento della mia famiglia, e via dicendo…

meditate gente meditate

ciao.

NOTA sto avendo problemi con il sito, una copia dell’articolo è comunque disponibile sul mio backup site https://thepuchiheraldbck.wordpress.com/ 

var aid = ‘6055’,
v = ‘qGrn%2BlT8rPs5CstTgaa8EA%3D%3D’,
credomain = ‘adkengage.com’,
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Perchè il gdpr è importante per la massaia di Voghera, per me e per te was originally published on The Puchi Herald Magazine

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Politicando… politica ed informazione


Stavo parlando, qualche giorno fa, con un amico e si commentava come le fonti ufficiali di informazione (giornali e telegiornali in primis) hanno presentato la diatriba tra Fini e Berlusconi.

Effettivamente abbiamo entrambi osservato come si sia presentata una questione squisitamente politica in termini di mera gestione del potere.

Nulla si è detto sul valore politico delle posizioni di Fini che rappresentano una legittima espressione di una visione di stato e intervento sulla cosa pubblica (mi si conceda, nel senso più alto di fare politica) che può essere condivisibile o meno, ma sicuramente rispettabile. Si è invece presentata la questione in meri termini di bilancio di forze e numeri, lasciando che il contenuto fosse sommerso dalla mera gestione del potere.

L’immagine che viene fuori della politica italiana e della informazione ad essa associata è, ancora una volta, abbastanza deprimente.

Ora, pero, la questione che più mi spaventa è il capire se il presentare un legittimo confronto politico in meri termini di gestione del potere sia legato ad una precisa volontà di mettere in secondo piano i termini più alti della politica o a semplice scelta di non tediare lo spettatorelettore :).

Un senso analogo di fastidio lo avevo provato quando, a fine elezioni amministrative, avevo sentito su radiorai un commento sprezzante verso coloro che hanno fatto la dolorosa scelta della astensione.

Il commentatore, di cui non ricordo il nome, a seguito di un intervento telefonico di un cittadino che aveva dichiarato la sua astensione, per la prima volta, dalle urne aveva commentato come chi non vota non abbia diritto poi di lamentarsi sull’andamento del voto (e su questo convengo abbia tutte le ragioni del caso) e che avrebbe piuttosto dovuto fare la scelta del male minore, perché, e qui viene la cosa che mi ha disturbato, adesso comunque i vincitori stavano discutendo di poltrone e seggi e chi non aveva votato  aveva comunque torto.

Pur convenendo che si possa non apprezzare l’astensione, occorrerebbe che a questa fosse riconosciuto un valore politico da chi a cuore la cosa pubblica, altrimenti ancora una volta si è presentata la politica come un momento di mera spartizione del potere.

Il dirittodovere al voto sancito dalla nostra costituzione va esercitato nelle forme e nei modi che la legge presenta. Laddove ci fosse obbligo espresso, andare a votare sarebbe in imperativo, ed il dissenso potrebbe essere espresso annullando la scheda o lasciandola intonsa. Ma se l’ordinamento attuale concede anche il diritto all’astensione questa deve essere interpretata per quello che è, una forma di dissenso legittima.

Significato profondamente diverso assume, quindi, in presenza della possibilità dell’astensione la scelta di andare a votare, andare a votare annullando la scheda, andare a votare con scheda bianca o non andare a votare direttamente.

Se poi è vero che nei termini della composizione parlamentare gli assenti non hanno rappresentanza non è altrettanto vero che questi non abbiano valenza politica,  meno che per politica si intenda la spartizione di sedie e poltrone.

sigh

 

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