Apple, l’evasione fiscale e gli strani conti della Agenzia delle Entrate


52568c24e240b502dc9c33c846cdefde_XLProbabilmente non sono un genio della finanza, e mi mancano gli strumenti cognitivi base per capire certe finezze, ma mi sorge un dubbio:

Se una azienda come apple evade, secondo lo stato italiano, 880 miloni di euro in tasse, come mai puo sanare la cosa pagandone solo un terzo, 318 milioni?

Perchè invece a me le cartelle arrivano con gli importi almeno quintuplicati tra more, multe, penali e cose del genere?

Intendiamoci non sono un sostenitore della evasione, ma sostengo che chi non riesce a pagare, avendolo vissuto sulla mia pelle, e vivendolo tutt’ora, dovrebbe essere aiutato a coprire il suo debito nei confronti dello stato, prima che punito. L’aiuto deve essere contestuale: importi e tempi di rimborso devono essere fatti in funzione delle reali possibilità del soggetto.

Senza questo aproccio, che in Italia per i piccoli non è, nei fatti, previsto, notificare una cartella ad un disoccupato equivale a dirgli:

“fottiti o va da un cravattaro a me interessa solo che paghi”.

Il soggetto in questione, anche se in debito con l’erario, viene trattato come un criminale incallito, ne sia esempio il linguaggio delle cartelle. Tecnico certo, di quel tecnicismo che ti ricorda come tu non sia nulla e loro siano tutto….

Se invece se evadi milioni allora tutto cambia, certo in quel caso puoi permetterti avvocati e risorse cui un disoccupato o un dipendente non possono accedere.

La giustizia è uguale per tutti, ma diciamo che per alcuni è più uguale (o almeno con percorsi facilitati e con grossi sconti).

Provate ad intavolare questo discorso con un funzionario di equitalia o delle agenzie delle entrate e sentirete a quale alto uffizio si sentono chiamati….

Ma torniamo alla nostra amica mela e alla sua evasione….

Ora se veramente Apple ha evaso quei soldi, e l’accettare un compromesso mi fa pensare che sia cosi, non capisco perchè possa limitarsi a pagare un terzo del malloppo, è una certificazione che rubare in grande è consentito e lecito.

Sembra che l’agenzia delle entrate dica: se riesci a farla franca abbastanza per superare una certa cifra, allora ci spartiamo il bottino….

Per noi mortali invece c’è l’invio della pratica ai picchiatori di equitalia (volevo scrivere vampiri, ma non mi sento di insultare cosi la categoria dei figli di dracula).

A dire il vero esiste una seconda possibilità, che Apple non abbia evaso, e abbia acettato di pagare per evitare ricatti e ulteriori cause da parte della Agenzia delle Entrate, un comportamento in puro stile mafioso di cui, a dire il vero, si vocifera ogni tanto …

Oppure potrebbe essere un mix di entrambe le cose, ma in ogni caso non ci facciamo una grande figura come sistema paese.

Stiamo certificando che l’illegalità, se sufficientemente grande, viene gestita in maniera amichevole dal governo italiano e dalla sua amministrazione pubblica e, con una modica spartizione, tutto finisce a tarallucci e vino.

Magari è una strategia volta a invogliare gli investitori a venire nel nostro paese, venite che tanto qui se rubi abbastanza non ti fanno niente.

Purtroppo in questo senso l’accordo con il fisco non sana la posizione processuale dei manager che lo scorso marzo hanno ricevuto un avviso di garanzia emesso dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dal pm Adriano Scudieri. Si tratta dell’ad di Apple Italia, Enzo Biagini, del direttore finanziario Mauro Cardaio e del numero uno di Apple Sales International Michael O’Sullivan. Secondo gli inquirenti, Apple Italia è “una struttura svincolata rispetto alle attività ausiliare svolte dalla società residente, che svolge una vera e propria attività di vendita sul territorio per conto di Apple Sales International”. Di conseguenza deve (dovrebbe) appunto pagare le tasse in Italia.

Aspettando la fine dei procedimenti verso i manager Apple, viene da chiedersi se verrà usato con loro lo stesso metro usato dal fisco, se colpevoli gli si darà una pacca sulle spalle ed un rimbrotto?

Resta l’amaro in bocca, quello che risulta evidente è come la Agenzia delle Entrate sia sempre forte coi deboli e debole con i forti, una tradizione nella amministrazione pubblica italiana inossidabile ed immarcescibile.

Nella migliore delle ipotesi siamo vigliaccamente proni a favorire i grandi evasori rifacendoci sulle fasce piu deboli della popolazione, nella peggiore siamo colpevoli di comportamenti mafiosi.

inizamo bene il 2016

A.

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Canone RAI in bolletta, altra cavolata all’italiana?


canone-rai-in-bolletta-2Ok oramai è risaputo che non sono uso lodare le italiche virtù, sopratutto legate alla gestione ed amministrazione della “res Publica”. Fortunatamente non manca momento che il governo, di qualsiasi colore esso sia, e la amministrazione dello stato non diano ampio supporto a questo mio sconfortante senso di frustrazione.

Oserei dire che ha ragione Crozza quando presentava la Inc. Cool 8, sembra che sia questa infatti la origine di tutti i procedimenti, tasse, balzelli regole, leggi e leggine che vigono nel nostro paese.

Ultima in ordine temporale la geniale trovata secondo cui il canone RAi verrà pagato nella bolletta della corrente. La assunzione qui è, ovviamente, legata al fatto che secondo l’illuminata girisprudenza statale esiste un rapporto 1:1 tra possessori di un contratto sulla energia elettrica ed il possesso di un televisore.

Il canone deve pagarlo chiunque detiene un apparecchio atto od adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive. Fin qui nessun cambiamento. La novità, pessima, è che si presume la detenzione dell’apparecchio nel caso in cui esiste “un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica”.
Se non è vero, per superare questa presunzione, dovrete presentare un’autocertificazione all’Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino I – Sportello S.A.T. La dichiarazione ha validità per l’anno in cui è stata presentata. Ossia, ahimè, dovrete ripresentarla ogni anno

Anche ammettendo che sia vero che il soggetto possessore di un televisore coincide con l’intestatario del contratto, non posso fare a meno di avere alcune perplessità sul meccanismo e su come questo verrà implementato. La bolletta della elettricità è gia un coacervo di astrusi termii di difficle comprensione per un essere umano senziente normale, aggiungere un nuovo termine non fa che aumentarne la ridicola astrusità.

Mi vengono spontanei dubbi, ad esempio, la tassa sarà fuori comapo iva o verrà allegramente aggiunta l’iva alla tassa? (non mi stupirei ne sarebbe la prima volta). E se uno cambia gestore dell’energia elettrica? Si vedrà recapitare la richiesta di pagamento due volte? (non mi stupirei neanche di questo a dire il vero).

Senza contare i casi di chi ha un canone intestato ad un familiare e la elettricità ad un altro… A questo punto perchè non agiungere in bolletta anche un contributo SIAE come quello er i supporti digitali ed altre geniali tasse assortite?

Ma per tirarci su il morale, essendo il canone una Tassa, dobbiamo aspettarci che per ogni errore che verrà fatto ci saranno sforzi molteplici della ineffabile “Agenzia delle Entrate” e del suo subdolo braccio armato “equitalia” per rendere il tutto scivoloso,vischioso e pericoloso; ovviamente per noi non per loro. Cosi nel caso non siate possessori di un televisore non fate autocertificazioni anticipate, ossia prima che vi arrivi la richiesta indebita del pagamento del canone Rai. La dichiarazione di non detenere apparecchi, infatti, deve essere resa nelle forme previste dalla legge, con modalità da definirsi con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate. Si spera che, con la bolletta, sia anche allegato un modellino apposito per l’autocertificazione che eviti al consumatore dichiarazioni incomplete. In ogni caso dovete aspettare, senza mettere le mani avanti, anche perché difficilmente la vostra letterina sortirebbe gli effetti desiderati, vista la mole di banche dati che già dovranno incrociare.

Come sempre fare lavori pasticciati complicando le cose, invece che semplificarle, è una costante classica della amministrazione pubblica italiana le cui nefandezze, mancanza di sensibilità, inefficenza e assenza di senso civico, non mi stupiscono mai.

Iniziamo bene il nuovo anno, complimenti.

ciao

A.

 

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Update: Amazon Italia, più Italia che Amazon (anche grazie ad SDA)


Update (30 Dec 2015):

 

finalmente SDA si è degnata di venire a ritirare il collo e la presa è stata effettuata alle 3 (non come indicato da amazon la mattina, ma insomma non siamo troppo pignoli). Almeno questo è stato fatto.

th (5)Amazon o non Amazon?

Non avrei mai creduto di scrivere un post come questo, ma non averei mai creduto neanche di vivere una simile esperienza con Amazon Italia.

Sono un cliente Amazon da lunga data, e cliente amazon era mia moglie prima di conoscermi. Abbiamo sperimentato Amazon in tutte le sue forme, da piccola startup americana, alle prime branch in europa.

L’azienda si era sempre distinta per un impeccabile servizio alla clientela, una attenzione che la poneva a livelli impensabili in italia. Un po come IKEA aveva rotto un circolo vizioso che in questo paese porta a considerare il cliente un po come colpevole a prescidere.

Servizio clienti ed attenzione sono fondamentali nel mercato online, fanno parte della credibilità di una azienda.

Il mio rapporto con Amazon ha iniziato ad avere i primi scricchiolii con la apertura di Amazon Italia. Intendiamoci non si tratta di Amazon per se, all’inizio, ma alcuni sfortunati incidenti di consena che coinvlgevano i corrieri locali. casualmente i problme piu grossi avvenivano quando il corriere in questione era SDA. th (6)Un caso? Mah … In ogni caso il servizio clienti aveva sempre prontamente risolto spesso reinviando la merce quando spariva “misteriosamente”.

Arriviamo a quest’anno.

Si dice una volta, un caso, due volte una coincidenza, tre volte ….

 

come in ogni Natale Amazon è il nostro provider preferito, efficenti, ottimo rapporto qualità prezzo, e quindi ci affidiamo sempre volentieri, salvo che quest’anno non tutto è andato come pianificato.

 

Prima volta (un caso…): I piatti

capita talvolta di voler regalarsi un piccolo sfizio a tavola, noi lo volevamo fare un un simpatico set di piatti natalizi. una cosa carina da usare in casa al posto del solito servizio di tutto l’anno. Troviamo su amazon un economico servizio natalizio e lo ordiniamo.

peccato che questo arrivi in un imballo quantomeno fantasioso. la scatola originale viene messa in una scatola grande circa il doppio, come imballaggio protettivo interno un pezzo di carta da pacchi abbastanza aprossimativo. Il collo originale si trovava quindi a navigare allegramente all’interno della scatola, senza nessuna indicazione del tipo “fragile”.

Capisco che sotto natale non si voglia limitare la lbertà di movimento di alcuni poveri piatti, ma il prezzo di tale libertà è larrivo di un servizio di cocci al posto dei piatti. dal momento che sono piatti natalizi e li vorremmo sotto natale avvertiamo subito il servizio clienti.

Il servizio clienti amazon italia è gentile, tutti ti danno del tu (?) e ci concordano subito una nuova spedizione. Purtroppo i piatti non sono in quel momento disponibili, ma l’operatore ci dice che se ne occupa lui, termine il 21 se ci sono li manda se no ci avverte.

Tutto fantastico, amazon che servizio…. certo l’imballaggio faceva schifo, ma un errore ci stà…. comunque l’operatore ci dice che verrà fatto presente al dipetimento di competenza il problema di imballo.

In effetti un nuovo invio avviene prima del 21 … peccato che …

Seconda volta (una coincidenza) regali consegnati?

Fare i regali sotto natale è un lavoro a tempo pieno, sopratutto trovare quello corretto per i ragazzibimbi. andiamo natale deve essere anche il momento delle sorprese, e cosa c’è di megio di un regalo inaspettato e gradito? Caso vuole che troviamo anche un regalo per un nipote. Luogo di spedizione, Cinisello Balsamo, provincia di milano. Persona destinata al ritiro la mia mamma, ottantenne e depositaria dei regali per la nipotanza, dal momento che vive in un condominio con portineria.

Dal tracking risulta il realo consegnato, vettore SDA, ma guarda un po nessuna traccia del pacchetto in questione. Eppure il vettore dice che il pacchetto è stato ritirato con tanto di firma, peccato che il ritiro sembra avvenuto non a Cinisello…. Se fossi uno sospettoso direi che qualcuno ha pensato bene di fr sparire un pacchetto, nel enorme numero di pacchi natalizi che girano, chi si accorge di uno piu o in meno.

Peccato il pacchetto arrivasse da UK, e il servizio clienti amazon ci avverte che no ci sono i tempi tecnici per poter riordinare ed avere il pacco in tempo per natale.

vabbeh, incidenti….

vediamo se arriva in ritardo, ma arriva…

Terza volta (finite le coincidenze ed il caso rimane ….) il laptop

la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissmo

proprio sotto natale si rompe un laptop, che serve per lavoro. Occorre una sostituzione rapida, andiamo su Amazon facciamo una rapida ricerca come windows 10 e troviamo un modello di HP economico nell’elenco che sembra fare al caso nostro.

OK è nostro,click e compra….

arriva persino in anticipo, e li ci accorgiamo ….

che il laptop è dotato di freedos (dannazzione nella descrizione mi era sfuggito), e che dopo un giro rapido su internet non è nemmeno compatibile con windows10. Uff probabilmente un problema nei filtri di ricerca, capita che i prodotti in elenco non siano compatibili con quello che cerchi… avrei dovuto stare piu attento (?).

Ok nessun problema, basta chiamare il servizio clienti ed esercitare la opzione di recesso…. un diritto in fondo.

Chiamiamo e non ci venfgono fatte osservazioni, ma immediatamente organzzato il ritiro della merce.

All’arrivo in Amazon ci verrà restituito l’importo pagato.

Corriere indicato SDA.

Quarta volta (oramai sospetto ci sia del dolo …) i piatti 2 la vendetta

Arriva il nuovo pacco con i piatti, vettore SDA.

Il pacchetto è piu piccolo ed appare danneggiato, siccome non c’è scritto il contenuto lo ritiro. Dentro ci sono ancora i piatti, rotti…. l’imballo piu piccolo è stato fatto con la medesima cura del primo invio, ma in una scatola di dimensioni inferiori. cosi i piatti viaggiavano meno, ed in effetti non sono tutti rotti come nel primo caso. Incomincio a sospettare che si tratti di una cosa voluta, come i marron glaces in pezzi… forse l’idea è avere un puzzle di piatti da montare….

Non sto neanche a chiedere il rimborso o il cambio, mi limito a notificare ad Amazon Italia che non comprerò mai piu piatti o cose fragili da loro. altri negozi online sono in grado di fare imballaggi seri, evidentemente inAmazon Italia il corso di imballaggio di colli fragili non è ancora stato istituito.

Quinta volta (ma io imperterrito mi fido, non posso far altro …) Il ritiro del laptop…

io aspetto il ritiro, ma nessuno si fa vivo, ne avverte. passati i termini chiamo amazon per speigazioni …

ci scusi non abbiamo ricevuto notifica dal corriere, che faccio?

nessun problema rischedulimao la presa 

Sesta, settima, ottava volta e ancora aspetto ….

Ancora soo qui che aspetto, a distana di u mese, che venga SDA a ritirare il collo. si sempre SDA. Siamo a 5 tentativi (il prossimo è scedulato per il 30).

Ovviamente il fatto che si continui a reitare un meccanismo che non funziona appare del tutto normale ad Amazon Italia, che stolidamente continua a utilizzarlo, incurante dei risultati, ed io devo aspettare un corriere che non passa. Del resto cosa vuoi che sia, io vivo per aspettare SDA (sempre loro), e secondo le regole di Amazon per ogni presa devi aspettare il giorno concordato e, se non avviene, il girono successivo, doppo di che loro capiscono che il corriere non è passato.

SDA, del resto, evita accuratamente di dare false speranze dicendo che passa, semplicemente non chiamano, salvo poi vedere sul sito di Amazon che il ritiro è avvenuto …. (?). un po come le consegne fantasma … ci sono anche i ritiri fantasma….

Ogni richiesta di spiegazione o lamentela è stata abilmente rimbalzata da Amazon Italia, con i gentilissimi ma inutili operatori del servizio clienti, e la assoluta ed assordante assenza di presa di responsabilità da parte del management di Amazon Italia, che si dimostra veramente italiana nello spirito del servizio al cliente.

Non cito il servizio clienti SDA perchè non esiste, non c’era e se c’era dormiva….. del resto se dovessi scegliere un corriere mai userei SDA, data la qualità del servizio offerto.

io continuo ad aspettare che ritirino l’oggetto sperando di ottener eun rimborso che, in teoria, sarebbe nei miei diritti.

nel frattempo non posso non fare alcune considerazioni:

  1. Alla fine della esperienza devo dire che la mia opinione su Amazon è molto cambiata, e non in meglio
  2. Dopo un giro di chiacchiere con conoscenti, parenti ed amici devo riscontrare che l’esperienza Amazon + SDA è traumatica per molti, e quando SDA è coinvolta il numero di problemi si moltiplica
  3. un salto su forums, blog e cose del genere conferma questa “eccellenza” in negativo di SDA
  4. ancora aspetto che ritirono il laptop

Concludendo

Vediamo come finiranno le cose, ma devo dire che un mito mi si è sbriciolato sotto gli occhi. Spero che non tutti abbiano lo stessa esperienza che ho avuto io.

Continuerò a fare acquisti su Amazon, anche amazon Italia, ma il livello di fiducia si è notevolmente abbassato, e non so quanto tempo occorrerà per vederlo tornare ai livelli precedenti.

Continuerò a non usare SDA se mi serve un corriere, va bene tutto ma sarebbe autolesionistico fare altrimenti.

Mi spiace per il regalo che non è arrivato per tempo, un bimbo ha pagato una inefficienza altrui (per fortuna è abbastanza grande e non crede più a Babbo Natale)

Buon Natale e Buon anno anche a Amazon ed SDA

Antonio.

 

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DDL intercettazioni: ed adesso dobbiamo rettificare in 48 ore…


Benjamin Franklin

Image via Wikipedia

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita la libertà la sicurezza.” Benjamin Franklin

Blogger di tutta Italia: non andate in ferie.

Il prode legislatore, affrontando un periglioso mare di vicissitudini, lottando con supremo spregio del periglio contro insidiosi nemici tra cui buon senso, intelligenza, senso pratico e cose del genere ha  proseguito impavido decretando, al fin, un nuovo luminoso traguardo: adesso il bieco blogger reo d’aver, con la sua insulsa ed invisa penna, infangato l’onore di un qualsiasi cittadino dovrà porvi rimedio in men che 48 ore pena l’ammontare di euro 12.500.

Ora che queste pene siano analoghe a chi utilizza un blog per uso personale o a chi gestisce una testata giornalistica online non deve essere sfuggito a quei millantatori che, con la scusa di difendere la mai abbastanza esecrata libertà di espressione, sostengono che un blogger potrebbe essere in vacanza e quindi non poter essere materialmente in grado di recepire l’ordine di cancellazione e rettifica.

Mai scusa più risibile fu presentata al legislatore; come se vi fosse una differenza tra chi esercita un diritto di espressione tramite mezzo stampa (per cui esiste, se la memoria non mi falla, apposito ordinamento) e chi tale diritto lo esercita scrivendo i propri pensieri su un diario per quanto “pubblico”.

Ora la sottile differenza che esiste per la stampa (cartacea od online); il concetto di editore responsabile, i giornalisti vincolati ad un ordine che dovrebbe garantire norme comportamentali precise, dovrebbe in qualche modo differenziale l’approccio almeno in termini di peso del reato e tempi di intervento.

Ma questo non è stato considerato sufficiente; questa voglia estrema di difendere onorabilità e dignità del pubblico cittadino ha superato qualsiasi obiezione (pur nonostante le osservazioni dell’Onorevole Casinelli, purtroppo anche lui blogger).

Curioso che tale impeto censorio non si accompagni nel nostro parlamento ad un altrettanto severo rigore morale (vedi scandali, scandalini, scandaletti e scandalucci vari che coinvolgono diariamente la nostra classe politica).

La questione morale dunque esiste nella blogosfera ma non in casa del legislatore che, per citare qualcuno, non accetta lezioni di moralità da chicchessia ne interno ne esterno.

La cosa triste che si legifera male su di un argomento che meriterebbe ben altro livello di considerazione. Se un problema esiste magari sarebbe stato più opportuno  mettere mano alla normativa relativa alla diffamazione piuttosto che creare una nuova norma che ad essa si sovrappone. ma non sono ne un leguleio ne un legislatore, quindi come posso capire quali siano le inerenze e le esigenze che spingono il legislatore a legiferare?

Per quel poco che posso dire, la sensazione che se ne ricava è che si sia voluto, in questo modo, preventivamente mettere in riga possibili comportamenti poco graditi all’establishment: come non pensare a Beppe Grillo o al buon Marco Travaglio?

Non credo che un blogghettino insulso ed inutile come il mio possa cadere vittima di questa nuova legislazione, non ho la visibilità che possa disturbare, ma sicuramente ben più titolati blogger adesso si troveranno sul fio del rasoio anche per affermazioni di bassissimo profilo, o commenti sarcastici od ironici.

Il problema che probabilmente sia Travaglio che Grillo possono affrontare i 12500 euro mentre io avrei seri problemi è assolutamente ininfluente ….

Mi chiedo se tra i prossimi bersagli non ci sarà anche Current TV (di Al Gore) su piattaforma satellitare sky (di Murdoch)

ciaps

ai

DDL intercettazioni: ed adesso dobbiamo rettificare in 48 ore… was originally published on The Puchi Herald Magazine

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Ora che queste pene siano analoghe a chi utilizza un blog per uso personale o a chi gestisce una testata giornalistica online non deve essere sfuggito a quei millantatori che, con la scusa di difendere la mai abbastanza esecrata libertà di espressione, sostengono che un blogger potrebbe essere in vacanza e quindi non poter essere materialmente in grado di recepire l’ordine di cancellazione e rettifica.

Mai scusa più risibile fu presentata al legislatore; come se vi fosse una differenza tra chi esercita un diritto di espressione tramite mezzo stampa (per cui esiste, se la memoria non mi falla, apposito ordinamento) e chi tale diritto lo esercita scrivendo i propri pensieri su un diario per quanto “pubblico”.

Ora la sottile differenza che esiste per la stampa (cartacea od online); il concetto di editore responsabile, i giornalisti vincolati ad un ordine che dovrebbe garantire norme comportamentali precise, dovrebbe in qualche modo differenziale l’approccio almeno in termini di peso del reato e tempi di intervento.

Ma questo non è stato considerato sufficiente; questa voglia estrema di difendere onorabilità e dignità del pubblico cittadino ha superato qualsiasi obiezione (pur nonostante le osservazioni dell’Onorevole Casinelli, purtroppo anche lui blogger).

Curioso che tale impeto censorio non si accompagni nel nostro parlamento ad un altrettanto severo rigore morale (vedi scandali, scandalini, scandaletti e scandalucci vari che coinvolgono diariamente la nostra classe politica).

La questione morale dunque esiste nella blogosfera ma non in casa del legislatore che, per citare qualcuno, non accetta lezioni di moralità da chicchessia ne interno ne esterno.

La cosa triste che si legifera male su di un argomento che meriterebbe ben altro livello di considerazione. Se un problema esiste magari sarebbe stato più opportuno  mettere mano alla normativa relativa alla diffamazione piuttosto che creare una nuova norma che ad essa si sovrappone. ma non sono ne un leguleio ne un legislatore, quindi come posso capire quali siano le inerenze e le esigenze che spingono il legislatore a legiferare?

Per quel poco che posso dire, la sensazione che se ne ricava è che si sia voluto, in questo modo, preventivamente mettere in riga possibili comportamenti poco graditi all’establishment: come non pensare a Beppe Grillo o al buon Marco Travaglio?

Non credo che un blogghettino insulso ed inutile come il mio possa cadere vittima di questa nuova legislazione, non ho la visibilità che possa disturbare, ma sicuramente ben più titolati blogger adesso si troveranno sul fio del rasoio anche per affermazioni di bassissimo profilo, o commenti sarcastici od ironici.

Il problema che probabilmente sia Travaglio che Grillo possono affrontare i 12500 euro mentre io avrei seri problemi è assolutamente ininfluente ….

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Il prode legislatore, affrontando un periglioso mare di vicissitudini, lottando con supremo spregio del periglio contro insidiosi nemici tra cui buon senso, intelligenza, senso pratico e cose del genere ha  proseguito impavido decretando, al fin, un nuovo luminoso traguardo: adesso il bieco blogger reo d’aver, con la sua insulsa ed invisa penna, infangato l’onore di un qualsiasi cittadino dovrà porvi rimedio in men che 48 ore pena l’ammontare di euro 12.500.

Ora che queste pene siano analoghe a chi utilizza un blog per uso personale o a chi gestisce una testata giornalistica online non deve essere sfuggito a quei millantatori che, con la scusa di difendere la mai abbastanza esecrata libertà di espressione, sostengono che un blogger potrebbe essere in vacanza e quindi non poter essere materialmente in grado di recepire l’ordine di cancellazione e rettifica.

Mai scusa più risibile fu presentata al legislatore; come se vi fosse una differenza tra chi esercita un diritto di espressione tramite mezzo stampa (per cui esiste, se la memoria non mi falla, apposito ordinamento) e chi tale diritto lo esercita scrivendo i propri pensieri su un diario per quanto “pubblico”.

Ora la sottile differenza che esiste per la stampa (cartacea od online); il concetto di editore responsabile, i giornalisti vincolati ad un ordine che dovrebbe garantire norme comportamentali precise, dovrebbe in qualche modo differenziale l’approccio almeno in termini di peso del reato e tempi di intervento.

Ma questo non è stato considerato sufficiente; questa voglia estrema di difendere onorabilità e dignità del pubblico cittadino ha superato qualsiasi obiezione (pur nonostante le osservazioni dell’Onorevole Casinelli, purtroppo anche lui blogger).

Curioso che tale impeto censorio non si accompagni nel nostro parlamento ad un altrettanto severo rigore morale (vedi scandali, scandalini, scandaletti e scandalucci vari che coinvolgono diariamente la nostra classe politica).

La questione morale dunque esiste nella blogosfera ma non in casa del legislatore che, per citare qualcuno, non accetta lezioni di moralità da chicchessia ne interno ne esterno.

La cosa triste che si legifera male su di un argomento che meriterebbe ben altro livello di considerazione. Se un problema esiste magari sarebbe stato più opportuno  mettere mano alla normativa relativa alla diffamazione piuttosto che creare una nuova norma che ad essa si sovrappone. ma non sono ne un leguleio ne un legislatore, quindi come posso capire quali siano le inerenze e le esigenze che spingono il legislatore a legiferare?

Per quel poco che posso dire, la sensazione che se ne ricava è che si sia voluto, in questo modo, preventivamente mettere in riga possibili comportamenti poco graditi all’establishment: come non pensare a Beppe Grillo o al buon Marco Travaglio?

Non credo che un blogghettino insulso ed inutile come il mio possa cadere vittima di questa nuova legislazione, non ho la visibilità che possa disturbare, ma sicuramente ben più titolati blogger adesso si troveranno sul fio del rasoio anche per affermazioni di bassissimo profilo, o commenti sarcastici od ironici.

Il problema che probabilmente sia Travaglio che Grillo possono affrontare i 12500 euro mentre io avrei seri problemi è assolutamente ininfluente ….

Mi chiedo se tra i prossimi bersagli non ci sarà anche Current TV (di Al Gore) su piattaforma satellitare sky (di Murdoch)

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ai

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Proposta: estendiamo le ferie scolastiche fino al 31 dicembre


Evvaiiii

anzi perché non aboliamo del tutto la frequenza scolastica?

Ogni tanto (?) dalla politica italiana escono delle proposte che mi lasciano alcune perplessità, la ultima che mi sovviene è legata alla proposta di estendere le ferie scolastiche alla fine di settembre.

quello che mi ha sconcertato di più sono le motivazioni allegate, in particolare il riferimento al fatto che siamo terra di turismo (ma anche di santi poeti e navigatori).

Mi sorge quindi un dubbio, o meglio una necessità di chiarimento:

l’estensione delle ferie si applica anche ai genitori?

Perché se il motivo è il turismo, e nella fattispecie il turismo interno (non si capisce perché ad un tedesco dovrebbe interessare se un bambino italiano va a scuola a settembre o meno), alla equazione più ferie uguale più vacanze, manca un piccolo pezzettino: i figli in ferie ci vanno da soli o con i genitori?

Se, infatti i figli possono stare a casa fino alla fine di settembre non è cosi per i genitori che, solitamente, sono legati a obblighi lavorativi.

Giustificare la scelta col turismo mi sembra quindi una boutade abbastanza ridicola.

Certo vanno considerate anche le famiglie monoreddito e quelle in cui entrambi i genitori non lavorano, ma francamente anche queste non mi sembrano target opportuno per i discorso di estensione della possibilità di gestione delle ferie.

Lo so che mi ripeto ma trovo sconfortante la assoluta mancanza di un progetto formativo che sta guidando le ultime scelte in tema scolastico del belpaese.

La scuola non è una azienda il cui scopo finale è il profitto, la scuola è una organizzazione il cui scopo è quello di formare, il meglio possibile, i cittadini perché possano contribuire nel miglior modo possibile allo sviluppo delle società in cui vivono.

Ma tutto questo non è possibile senza avere almeno un progetto formativo su cui costruire gli anni di formazione.

Non importa che si sia crociani, montessoriani, adleriani quello che importa che dietro ci sia un progetto formativo che, significa, definire obiettivi, modi, metodi etc etc.

Siamo ben lungi da considerare (passatemi il termine aziendale) la formazione un asset del nostro paese, la siamo gestendo sempre più come un mero centro di costo.

Pagheremo tutto questo nel futuro, ma si sa avendo oramai una visione progettuale che non supera la legislatura, al politico di turno nulla interessa di che Italia erediteranno i nostri figli.

Sigh

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